Cos’è il disturbo ossessivo compulsivo?

Con il termine disturbo ossessivo compulsivo ci si riferisce alla ricorrente presenza, nella persona che ne soffre, di pensieri ossessivi e, in alcuni casi, comportamenti rituali ripetitivi, che provocano straniamento, paura e sensi di colpa.

I pensieri ossessivi sono vissuti come intrusivi e involontari: nella maggior parte dei casi si tratta di immagini relative ad agiti aggressivi verso altri, timori di contaminazione, pensieri di tipo sessuale o soprannaturale. Ne può derivare il terrore di poter perdere il controllo dei propri impulsi e procurare danni a sé o ad altri, diventando senza volerlo aggressivi, perversi, autolesivi.

corpo e menteQuesti pensieri negativi ossessivi sono vissuti dal soggetto stesso come eccessivi o ingiustificati, ma ciò non contribuisce ad attenuarli.

Il pensiero continua ad avvitarsi intorno all’impossibile ricerca della certezza assoluta (ad esempio riguardo ai propri sentimenti, alle proprie scelte, al proprio orientamento sessuale), finendo per generare continui dubbi e infruttuosi ragionamenti.

Quando il disagio provocato da tali pensieri è molto intenso, la persona che ne soffre si può sentire costretta a mettere in atto dei comportamenti ripetitivi (controllare, lavare, ordinare) o delle azioni mentali (contare, ripetere formule o frasi) nel tentativo di neutralizzare o eliminare dalla mente i pensieri intrusivi.

Queste azioni compulsive sembrano alleviare momentaneamente il disagio provocato dai pensieri ossessivi, fornendo una sensazione di controllo e di risoluzione magica. Finiscono tuttavia per rappresentare un ulteriore problema, faticoso e straniante.

Un disagio passeggero si struttura come un disturbo quando interferisce significativamente con la vita quotidiana della persona. Questo succede quando si inizia ad evitare le situazioni associabili alle proprie preoccupazioni di tipo ossessivo e questo limita significativamente la propria vita sociale o lavorativa.

 

Da dove nasce?

Molte delle persone che soffrono di un disturbo ossessivo compulsivo riconoscono la comparsa dei sintomi nella propria infanzia, spesso caratterizzata da figure di riferimento iper-protettive o ansiose o da un attaccamento insicuro.

Le dinamiche che sostengono il problema sembrano auto alimentarsi in un circolo vizioso molto faticoso, che accomuna le persone che soffrono di un disturbo ossessivo compulsivo:

  • un forte orientamento al raggiungimento di obiettivi e compiti vissuti come doverosi e mai raggiungibili in modo adeguato o nelle giuste scadenze; si tende a sovraccaricarsi di impegni sentendosi poi bloccati di fronte a troppe cose da fare, che continuano ad accumularsi senza riuscire a stabilire delle priorità e senza che il tempo o il proprio impegno a riguardo sia mai vissuto come sufficiente;
  • la difficoltà a concedersi momenti di piacere, rilassamento e condivisione;
  • il proprio desiderio di autonomia ed emancipazione viene frenato dalla paura di deludere le aspettative dell’altro, di farlo soffrire; si avverte una responsabilità eccessiva nei confronti dell’altro che causa colpa e immobilismo;
  • il timore che, se si rivelassero all’altro le proprie emozioni e desideri, vissuti come potenzialmente sbagliati, si andrebbe incontro alle sue critiche o aggressività; si verifica così una costante inibizione emotiva e comportamentale, autosvalutazione, arrivando poi alla perdita della convinzione del desiderio iniziale;
  • l’illusione di poter controllare il proprio pensiero spontaneo fa sì che ci si senta responsabili di ciò che si pensa. Il pensiero viene visto come pericoloso, come se potesse davvero avere delle implicazioni sul piano della realtà. Da qui la continua ricerca di controllarlo, di scovare e allontanare pensieri indesiderati o dannosi.
  • nel tentativo di adattarsi a quella che si ritiene essere l’aspettativa dell’altro, si fatica a chiedere aiuto, a stabilire relazioni aperte ed empatiche, si formano delle barriere di fraintendimenti che fanno sì che l’altro sia percepito come disattento e distanziante; tali barriere finiscono per suscitare davvero nell’altro risposte che confermano le proprie credenze negative iniziali, generando reale distanza e rifiuto.

 

Cosa si può fare?

leggerezzaCosa fa sì che si dubiti continuamente delle proprie percezioni sensoriali a favore di possibilità astratte e immaginative?

Da dove viene la continua sensazione di colpa, di poter essere in errore?

Perché l’ipotesi più temuta sembra sempre la più probabile, e cosa succederebbe se si verificasse?

Nel lavoro di psicoterapia è importante che il paziente possa ripercorrere e rileggere insieme al terapeuta i pensieri e le preoccupazioni che lo angosciano. Comprendere da dove originano le dinamiche che li creano e li mantengono e costruire insieme sguardi diversi e capacità di gestione di ciò che crea sofferenza.

La condivisione e la possibilità di riattualizzare e riesplorare, in un contesto sicuro e in una relazione di fiducia con uno specialista, i nuclei che creano e mantengono questo disturbo, può portare ad un vero cambiamento. Si agisce non solo su un piano sintomatico, ma anche su un livello profondo di ristrutturazione percettiva e liberazione di nuove energie di cui disporre in modo più creativo ed armonico.

Il disturbo ossessivo compulsivo: cos’è, da dove origina e cosa si può fare

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