Il termine mindfulness si riferisce alla pratica intenzionale della consapevolezza e dell’attenzione non giudicante nei confronti del momento presente per come lo si sta vivendo.

L’assetto in cui ci si pone nella pratica della mindfulness ha quindi molto in comune con un certo modo di fare psicoterapia. Il maggiore fattore terapeutico in una buona psicoterapia sta infatti nella co-costruzione tra paziente e terapeuta di un’esperienza comune nel momento presente. Si tratta di una nuova situazione relazionale, quella con lo psicoterapeuta, nel percorso con il quale poter costruire una nuova esperienza reale e collocata nel presente, non solo ricostruire e lavorare su quella passata.

La psicoterapia non è quindi solo un percorso che concerne il pensiero e lo strumento della narrazione verbale. C’è un altro elemento che l’attenzione alla mindfulness mette in primo piano nella psicoterapia: il corpo. Il mezzo principale attraverso il quale è possibile connettersi al momento presente, nella pratica della mindfulness, è l’attenzione al corpo, al respiro, alle proprie sensazioni, al qui e ora per come lo si sperimenta.

Supportati dalla presenza esperta dello psicoterapeuta, è possibile sperimentare, in un setting sicuro e protetto, sensazioni, emozioni e pensieri emergenti dall’attenzione consapevole all’esperienza vissuta nel qui e ora ed alla rievocazione di quella passata. Stare con essi senza giudizio, senza sfuggirne ma accettandoli per come sono. Sono passaggi, a volte non facili, che il contesto della psicoterapia aiuta a significare e rendere trasformativi.
La mindfulness in psicoterapia è quindi da un lato parte dell’assetto di accoglienza non giudicante, di apertura, che il terapeuta assume lavorando con il paziente; dall’altro, può essere una vera e propria tecnica a cui è possibile attingere ed utilizzarla nella seduta di psicoterapia.

Il paziente viene sostenuto dallo psicoterapeuta nel riconoscere e prendere contatto con le componenti della sua esperienza, ad intraprendere con curiosità un percorso di conoscenza di se stesso a partire dalle situazioni vissute come problematiche, quelle che l’hanno portato ad intraprendere una psicoterapia.

Abbiamo visto ciò che costituisce un comune background tra la psicoterapia e la mindfulness. Esse si differenziano invece nell’obiettivo.
L’assetto meditativo intrinseco alla mindfulness non mira ad un cambiamento, ma allo stare con piena presenza nel momento presente e accettare, con gentilezza amorevole, le proprie sensazioni, di se stessi e degli altri.

La pratica della mindfulness non prevede quindi in se stessa una funzione terapeutica. Quest’ultima viene suscitata dall’incontro e dallo spazio di lavoro che si apre con lo psicoterapeuta, nel quale è possibile focalizzare insieme l’attenzione su determinati elementi della propria esperienza che emergerono nel percorso psicoterapeutico.

La psicoterapia sostiene la persona nel risignificare la propria esperienza, costruirne una nuova, arrivare a stare meglio attraverso un lavoro attivo svolto insieme al terapeuta, aprire nuove possibilità di scelta libera e vitale.
Il principale fattore terapeutico della psicoterapia è la relazione terapeutica e la nuova esperienza che è possibile fare attraverso di essa, nel qui e ora.

Fare psicoterapia praticando la Mindfulness

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