ADHD e iperattività: di cosa parliamo?

iperPer Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD), si intende una significativa difficoltà del bambino nel controllo dei propri impulsi e nella regolazione del proprio comportamento, associata ad un forte disturbo  dell’attenzione e della concentrazione.

Alcuni bambini attraversano delle fasi, più o meno strutturate o cronicizzate, in cui segnali quali tic, difficoltà a stare fermi o seduti, irrequietezza, difficoltà di concentrazione, crisi di rabbia, rappresentano un campanello d’allarme e a volte si configurano come un blocco nel processo evolutivo.

Tuttavia, solo in rari casi questo tipo di sintomi e di funzionamento nel bambino è riconducibile a basi organiche e può essere quindi definito ADHD. Ciò che accade nei bambini con ADHD è che, soprattutto in situazioni di sofferenza perinatale, la sostanza reticolare nel sistema cerebrale, deputata a filtrare l’intensità delle percezioni, sia meno irrorata, quindi ipometabolica e possa maturare con tempi più lunghi rispetto alla norma. La remissione dei sintomi in questi casi può essere spontanea nel tempo, se sostenuta da adeguati stili educativi.

Nella maggior parte dei casi, però, la così detta iperattività con disturbo dell’attenzione non è un quadro patologico di per sé definito e non è definibile ADHD.

Io credo, come condiviso all’interno del pensiero psicodinamico, che i bambini esprimano attraverso un comportamento che gli adulti definiscono “iperattivo” una difficoltà a rappresentarsi e digerire le loro emozioni e a raggiungere un sufficiente grado di autoregolazione e contenimento.

Questo tipo di sintomi costituiscono un campanello d’allarme che, se ascoltato, compreso e accolto, risulta essere di carattere transitorio e positivamente risolvibile, nella stragrande maggioranza dei casi senza l’aiuto di farmaci o terapie comportamentali.

E’ importante comprendere quali sono le cause e le emozioni che sottendono l’incapacità del bambino o del ragazzo a trovare uno spazio interno contenitivo dove poter stare serenamente.

Con l’aiuto dei genitori, è possibile esplorare questi fattori in un contesto di consultazione familiare o individuale dove poter lasciar dispiegare le emozioni, la rabbia e le paure, i nodi relazionali e poterli accogliere ed affrontare perché trovino una forma diversa, maggiormente protettiva e contenitiva per il sé.

Per informazioni o un appuntamento nel mio studio a Milano potete contattarmi al numero 347.5202018 o tramite mail: irenemazzon@libero.it.

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