Fare psicoterapia con l’EMDR

Cos’è l’EMDR e a cosa serve

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, ovvero Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i Movimenti Oculari) è una tecnica terapeutica orientata all’elaborazione dei traumi, intesi sia come traumi così detti con la T maiuscola (eventi catastrofici, lutti, gravi malattie, incidenti) che traumi con la t minuscola (traumi relazionali, così detti “di attaccamento”).

EMDR è un approccio evidence-based. Si basa infatti sul maggior numero di evidenze scientifiche rispetto a qualunque altra tecnica mai sperimentata per il trattamento dei traumi. Per questo è approvato e riconosciuto dal Ministero della Salute italiano, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’American Psychological Association, dall’American Psychiatric Association e dall’International Society for Traumatic Stress Studies.

Questa metodologia si basa sull’evidenza derivante dagli studi di neuroimagining che ci mostra che i traumi si differenziano dalle altre nostre esperienze perché le informazioni con cui restano immagazzinati della nostra memoria emotiva, percettiva, cognitiva e corporea, restano congelate, bloccate, all’interno delle nostre reti neurali. Questo rende impossibile la normale e fisiologica capacità che tutti abbiamo di mettere in connessione ciò che le esperienze ci insegnano con altre informazioni utili. Le informazioni traumatiche, quindi, a causa del fatto che restano immagazzinate in una sorta circolo chiuso nelle nostre reti neurali e quindi nella nostra memoria, esplicita (consapevole) o implicita (inconscia), non possono essere elaborate e continuano a provocare disturbo al soggetto. L’EMDR interviene direttamente su questo,  ristabilendo il processo naturale di elaborazione delle informazioni, creando poi nuove connessioni ed esperienze più adattive.

Il terapeuta guida il paziente utilizzando un protocollo strutturato che prevede una fase esplorativa, una di costruzione di una concettualizzazione dell’evento o della storia traumatica e infine utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale tattile che ripristina in modo molto rapido l’elaborazione e porta alla desensibilizzazione degli eventi trattati. Questo non significa perderne la memoria, ma poter lasciar andare pensieri intrusivi e sensazioni fisiche disturbanti legate al trauma.

La stimolazione bilaterale dell’EMDR non è assolutamente associabile all’ipnosi. Il paziente è infatti sempre vigile, cosciente e presente alla situazione.

La terapia con l’EMDR

Personalmente, utilizzo lo strumento dell’EMDR non come una tecnica a se stante, ma all’interno di un percorso di psicoterapia, in cui la relazione tra terapeuta e paziente è l’elemento principale.

Nell’utilizzo dell’EMDR ogni fase e ogni episodio su cui lavorare viene trovato e concordato insieme, in un’attribuzione di significato condivisa, in un percorso di scoperta comune.

Il modo in cui l’EMDR funziona e le tecniche di contorno che vengono utilizzate e trasmesse al paziente fanno sì che il suo utilizzo non comporti angoscia o livelli emotivi eccessivamente alti che possano mettere in difficoltà il paziente quando esce dalla stanza di terapia. E’ in ogni caso un percorso che si fa insieme, dove la persona non è sola ma sempre accompagnata e sostenuta.

Personalmente, ho acquisito entrambi i livelli di preparazione sull’EMDR (livello 1 e 2), oltre alla formazione specifica per il lavoro con i bambini.

Per ulteriori informazioni o un appuntamento conoscitivo qui i miei contatti.

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